6 – La Grande Quercia
12 KLARMONT
La notte avanzava lenta, intessendo un velo di silenzio nel cuore della Foresta Dymrak. Lirithion, l'elfo Vyalia dai lunghi capelli argentei raccolti in una coda e dagli occhi che riflettevano la pallida luce lunare, scivolava tra le fronde con la grazia di un danzatore del vento. La sua indole curiosa ed esploratrice lo rendeva il perfetto scout per quella missione pericolosa. Dopo un'ora dal calare del sole, il suo ritorno dai compagni fu l'inizio di una discussione cruciale. Le sue parole, pronunciate con la precisione di chi aveva scandagliato ogni ombra, ruppero il silenzio dell'attesa.
"Ho ispezionato da vicino la barriera, non sono rovi di piante vive ma una difesa messa là appositamente da queste bestie, è alta quasi due metri e parecchio larga", riferì Lirithion, i suoi occhi lucenti che si posavano sui volti dei compagni. La sua voce, seppur calma, portava il peso della scoperta. "Sono riuscito a sfruttarla come copertura ed ho girato tutta la parte meno illuminata attorno all'albero, non ho rischiato nella parte dove si trova la torcia accesa dagli Uomini Lucertola. Anche perché non è servito...". La tensione nel gruppo crebbe mentre l'elfo continuava, "Ho trovato quella che deve essere l'entrata, c'è una parte dove è possibile togliere più facilmente i rovi e creare un'apertura, infatti ci sono tracce che vanno verso l'interno in quel punto, peccato che non sono riuscito a vedere bene dentro per colpa di quei rovi. Non so dirvi con esattezza se c'è un entrata sotterranea". Una pausa e poi aggiunse, "Per quelli più agili di noi potrebbe anche essere possibile passarci attraverso senza ferirsi, ma per tutti gli altri è necessario aprire quel passaggio".

La notizia di un possibile ingresso alimentò la discussione sulle tattiche d'assalto. Zòran, con il suo solito fare burbero prese la parola, la sua impazienza e il desiderio di agire erano palpabili. "Pensi che sarà rumoroso rimuovere quei rovi? Potremmo distrarli con un attacco con le frecce io te e Tryx, mentre gli altri che non hanno armi a distanza aprono il passaggio, oppure è meglio provare ad infiltrarci e se ci scoprono, dare battaglia?". Il suo istinto di cacciatore lo spingeva a non trascurare alcuna traccia, ma anche a considerare la prudenza tattica. Lirithion rispose al ranger: "Volevo provare io a rimuovere quei rovi, ma mi sono reso conto che nel farlo mi avrebbero visto o sentito".
Karamoth offrì un'alternativa con la sua voce profonda. "oppure posso provare ad incendiare i rovi dalla parte opposta dell'ingresso, così mentre gli Uomini Lucertola sono distratti, potete provare ad attaccare", e con un sorriso appena accennato, "dal retro!". La sua idea si estese alla vipera che lo accompagnava, Anelæ, la sua fedele compagna: "inoltre posso lanciare Anelæ all'attacco sulla piattaforma più bassa: il suo attacco potrebbe essere il segnale di attacco per tutti gli altri".
La discussione si protrasse, plasmando un piano in divenire. Zoran, con la sua mente tattica, lo delineò con chiarezza cristallina. "Potremmo avvicinarci in due gruppi: io e Tryx con archi e frecce impegneremo l'Uomo Lucertola di guardia sulla piattaforma più bassa. Attaccheremo dopo che Lirithion avrà guidato il resto del gruppo il più silenziosamente possibile nei pressi dell'apertura, sfruttando il favore della notte. Il segnale per l'attacco sarà l'attacco di Anelæ alla lucertola sulla piattaforma più bassa e il fuoco scagliato da Karamoth sulla piattaforma in alto. Questo ci toglie il poco di vantaggio dell'oscurità sul lato est, lo so, ma hanno barili pieni d'acqua sulla piattaforma intermedia e spegnerebbero subito il fuoco in basso o in mezzo. Dovranno fare più fatica a sollevare i barili dalla piattaforma di mezzo alla superiore e questo potrebbe farci guadagnare dei secondi preziosi. Teodor, la tua armatura è rumorosa, faresti meglio a restare con noi.".
Il ranger non si fermò lì, consapevole delle incognite. "Appena riuscite ad entrare alcune guardie devono sbarrare l'uscita dall'albero per evitare che i rinforzi si uniscano agli uomini lucertola che stanno fuori... Preferirei avere maggiori dettagli sull'ingresso, ma ipotizzo ci sia una cavità nell'albero o l'accesso ad una grotta, dovreste trovarvi in vantaggio a tenere un passaggio stretto. Gli altri nel frattempo si prepareranno ad affrontare le lucertole che scenderanno dalle piattaforme, ma è importante che non proviate a salire e che vi teniate al riparo da eventuali lanci di oggetti... Questa è davvero l'incognita che mi preoccupa, se sfruttano il vantaggio tattico che gli danno le piattaforme e non scendono potrebbero metterci in difficoltà... chi altri a parte me e Tryx può colpire a distanza?". Karamoth confermò: "io ho la possibilità di produrre delle fiamme e scagliarle a distanza. Per me, il tuo, è un buon piano.". Così, furono stabiliti i due drappelli: il "gruppo civetta", con Zoran, Tryx, Teodor e Karamoth, e il "gruppo orso", con Lirithion e le Guardie di Ryania guidate dal giovane Cartu.
Il silenzio della notte avvolse il gruppo mentre la decisione più ardua si presentava. Teodor ruppe gli indugi con una domanda cruciale: "Attacchiamo ora o attendiamo l'alba?". Zoran, pur impaziente, era pragmatico: "per arrivare non visti al varco, dovremmo sfruttare le tenebre...". Ma la saggezza suggeriva cautela. "Io direi di andare ora. Che ne dite voi altri?" disse Karamoth rivolgendosi ai compagni che ancora non si erano espressi. La voce di Zoran, però, portava il peso della riflessione: "Capisco le remore a colpire di notte... Andiamo solo se siamo tutti convinti, altrimenti riposiamo fino all'alba e cerchiamo di applicare lo stesso schema. Recuperare forze ed energie è un elemento da non sottovalutare...". Affrontare quella missione richiedeva un'attenta valutazione del sacrificio. Infine gli avventurieri decisero di posticipare l'assalto all'alba successiva per sfruttare la luce benedetta del sole.
La notte trascorse con i turni di guardia stabiliti da Teodor. Cartu, determinato ad aiutare a trovare il Capitano Daru, si offrì con i suoi compagni di Ryania: "Le guardie notturne possiamo farle noi, se volete..". Zoran, con un misto di affetto e sarcasmo, rispose: "Tranquillo Cartu, le guardie le facciamo alternati uno di noi e uno di voi", aggiungendo a bassa voce rivolto ai suoi compagni di avventura per non essere sentito da Cartu con la sua usuale cautela: "Non vorrei che questi si sono organizzati tra loro e stanotte partono da soli a cercare il loro capitano...". Teodor, con la sua capacità di mediare e unire il gruppo, propose la divisione dei turni: "Dividiamo la notte in 3 turni di guardia. I turni al punto di osservazione avanzato, per tenere sotto controllo le attività degli Uomini Lucertola al Grande Albero, saranno assicurati da Lirithion, Zoran e Tryx. Eventualmente Lirithion, grazie all'insonnia elfica, potrebbe affiancarsi al turno di Tryx come supporto. I turni al campo saranno invece assicurati da Cartu, Irina, Boris e dalle altre guardie. Karamoth eventualmente si può aggiungere al turno di Zoran oppure coadiuvare la milizia di Ryania al campo.". Karamoth nel frattempo si occupò di trovare un luogo per il campo. La notte, seppur scomoda, trascorse senza incidenti, con gli Uomini Lucertola che mantenevano le loro irregolari posizioni di guardia.
13 KLARMONT
Con le prime pennellate di rosa e oro sull'orizzonte, l'alba giunse, portando con sé una nuova speranza e la promessa di una battaglia epica. Il gruppo si riorganizzò, la tensione palpabile nell'aria carica di umidità. Karamoth, con la sua calma ritrovata e la magia rinvigorita, annunciò il segnale d'attacco: "resto in attesa del segnale convenuto... che di giorno non può più essere di civetta ma di ALLODOLA!!!". Era un richiamo alla vita, un canto di guerra mascherato da melodia mattutina. Zòran ribadì il piano: "allora, manteniamo il piano di ieri. Il “gruppo orso” attenderà il nostro attacco, prima di avvicinarsi alla siepe di rovi".
Teodor, il chierico di Halav, robusto nella sua corazza a scaglie, rivolse ai suoi compagni parole che risuonarono come un'antica ballata traladariana, infondendo coraggio e baldanza. "Bene compagni tutto è predisposto e siamo pronti.". I suoi occhi, seppur velati da una certa ansia per lo scontro imminente, brillavano di fede. "Al segnale dell'Allodola, quando il gruppo li punzecchierà con i suoi tiri e li infastidirà con i suoi trucchetti, noi Orsi ci getteremo nella mischia.". La sua voce si fece più forte, solenne: "Non cedete allo scoramento, siate fermi, giacchè Halav ci osserva ed approva lo nostro ardore nella pugna contro li omini bestia!". E poi, con la determinazione di un antico guerriero di Traladara: "Alte le teste, salde le mani, pronti alla pugna!". Il chierico concluse con un richiamo epico: "Dalle nostre gesta dipende lo successo dell'azione, non permettete ai vili rettili la fuga, giacchè vista la malaparata essi tenteranno di strisciar nell'infame pertugio, ma non disperdiamoci nella foga della pugna, dobbiam esser ratti come il veltro, forti come lo lione ed astuti come la volpe.". E ancora: "avvolger li nemici come le spire d'un serpente ma rimaner uniti e come le dita di una medesima mano stringer lo nemico in una presa fatale.". Infine, un'ultima esortazione: "siatemi d'appresso, giacchè tosto la benedizione dello valoroso Halav ci accompagnerà.".
Il momento giunse. Karamoth diede il comando ad Anelæ. La grossa vipera si mosse con rapidità inaudita verso la Grande Quercia. Creatura silenziosa e fedele al suo druido, strisciò inosservata nell'erba alta della collina, poi attraverso la barriera di rovi e risalì il tronco raggiungendo la piattaforma inferiore alle spalle dell'Uomo Lucertola. Ma il destino giocò un tiro inatteso. L'attacco di Anelæ fallì. La creatura scagliosa si voltò, stupita per un istante, poi reagì con furia primordiale. L'Uomo Lucertola colpì ripetutamente la vipera, ferendola mortalmente. Anelæ non avrebbe resistito a lungo.
Con la sorpresa perduta, gli Uomini Lucertola si allertarono. Il campo di battaglia si accese all'improvviso. Zoran, la cui abilità con l'arco era rinomata, scagliò una freccia verso l'Uomo Lucertola che aveva ferito Anelæ, colpendolo. La freccia si conficcò nella spalla dell'umanoide, superando la spessa pelle squamosa della bestia. Karamoth evocò la magia della natura e nella sua mano si manifestò una fiamma ardente che lanciò anche lui all'indirizzo dell'Uomo Lucertola, ma mancò il bersaglio. Richiamò la sua vipera, che fuggì rapidamente dalla piattaforma, ritirandosi sotto la barriera di rovi.
Il "gruppo orso" non esitò. Lirithion e le Guardie di Ryania da lui guidate, si lanciarono all'attacco verso la barriera di rovi. Teodor e Karamoth li seguirono. Lirithion venne colpito più volte dai giavellotti degli Uomini Lucertola che piovevano dalle piattaforme. Nonostante le ferite, la sua determinazione lo spinse a raggiungere la copertura della barriera. Una volta al riparo si mise all'opera per liberare quella parte della barriera di rovi che aveva scoperto si poteva rimuovere.
L'Uomo Lucertola ferito da Zòran scese giù della piattaforma inferiore raggiungendo la barriera di rovi nel punto in cui l'elfo e i suoi compagni si erano diretti per aprirsi un varco. E con il suo arrivo un putrido odore di marciume investì Lirithion e una delle Guardie di Ryania, rendendoli "infermi". Teodor, notando le pessime condizioni dell'elfo, che sanguinava copiosamente a causa dei giavellotti che lo avevano colpito, invocò Halav. La sua litania della guarigione risuonò chiara nell'aria, e il potere divino pervase il suo spirito. Lirithion fu curato da Teodor, riprendendosi rapidamente.
Karamoth, vedendo i suoi compagni in difficoltà, si mosse, uscendo dalla copertura per cercare di aiutare la guardia di Ryania. Ma la sua azione lo espose al fuoco nemico. I giavellotti degli Uomini Lucertola saettarono nell'aria colpendolo e facendolo cadere a terra privo di sensi e in fin di vita. Per un istante, l'ombra della sconfitta aleggiò sul gruppo. Ma il druido, con un atto estremo di volontà, riuscì ad evocare le potenti forze della natura e a curarsi.
Nonostante l'infermità, Lirithion, con una forza inaspettata, riuscì a strappare via i rovi che bloccavano il passaggio, creando un varco sufficientemente ampio. Con la sua pragmatica natura, si rivolse ai suoi compagni: "Andate avanti voi, prendo un po d'aria ed entro anche io, attenti che questa puzza è debilitante".
Una delle Guardie di Ryania non esitò. Si infilò nel varco appena aperto, scontrandosi con l'Uomo Lucertola che attendava al di là. Cartu, la giovane guardia determinata e abile con la lancia, gli si unì subito, prestando manforte. La guardia, però, fu gravemente ferita dalla ferocia della bestia e cadde a terra. Quell'Uomo Lucertola non sembrava essere come gli altri. Aveva un aspetto emaciato e la sua pelle, ricoperta di squame, appariva malsana e di un colorito leggermente più scuro dei suoi simili. I suoi occhi erano verdastri e leggermente infossati all'interno delle orbite, e il putrido fetore che aveva investito gli avventurieri sembrava provenire proprio da questo individuo.
Boris tentò un attacco con un giavellotto preso da quelli lanciati dagli Uomini Lucertola, ma la sua mira non fu delle migliori, mentre Irina, si lanciò nel varco superando Cartu. Ma il fetore insopportabile emanato dall'Uomo Lucertola la travolse, facendola combattere con conati di vomito.
Mentre l'Uomo Lucertola avanzava nel varco, il fetido odore investì anche Teodor e Boris. Il chierico con la sua disciplina e la benedizione di Halav, riuscì a resistere mentre Boris si sentì male, con il suo corpo che reagiva con nausea a quel miasma putrido.
Zoran e Tryx, avvicinandosi mano a mano al varco aperto nella barriera di rovi dai loro compagni, continuavano a tirare le loro frecce all'indirizzo degli Uomini Lucertola sulle piattaforme che a loro volta continuavano a scagliare i loro giavellotti agli avventurieri sotto di loro. Mentre un Uomo Lucertola veniva abbattuto da una freccia del ranger, il giovane Cartu cadeva a terra privo di sensi colpito da un giavellotto.
Lo strano Uomo Lucertola avanzò ancora nel varco nei rovi ingaggiando in combattimento Teodor. Il chierico di Halav riuscì a ferire la bestia, ma questa reagì con un tremendo colpo di artiglio che penetrò la corazza a scaglie di Teodor e ne lacerò in profondità le carni. Il corpo del giovane sacerdote guerriero cadde a terra in un lago di sangue. “Per Ryania!!” L'urlo di guerra di uno dei soldati colse di sorpresa l'Uomo Lucertola, che venne colpito violentemente al volto dal randello che la guardia brandiva ponendo fine alla sua esistenza.
Gli Uomini Lucertola, vedendo il loro compagno cadere e avendo terminato i giavellotti da scagliare, decisero di scendere dalle piattaforme per difendere il varco nella barriera di rovi.
Zòran, con la sua acuta mente tattica, suggerì una manovra per sfruttare la discesa dei nemici: "spostiamo i nostri compagni feriti e lasciamo uscire le lucertole dalla barriera, senza sbarrargli la strada così li possiamo circondare". Boris, seppur nauseato, però bloccò l'avanzata del primo Uomo Lucertola sceso dalle piattaforme al varco, tenendo la linea. Zòran attaccò con le sue spade, menando fendenti, ma i suoi colpi furono schivati con agilità dalla bestia. Tryx, però, con una mira impeccabile, colpì un Uomo Lucertola in pieno volto con una freccia, facendolo barcollare.
Karamoth, nonostante fosse stato in fin di vita poco prima, si dedicò a curare i compagni. Lanciò un incantesimo di cura per stabilizzare le ferite del chierico, ma la sua magia non riuscì ad essere efficace. Le ferite inflitte dallo strano Uomo Lucertola risultarono difficili da curare, anche con la magia. Boris e un'altra guardia si dedicarono a soccorrere i feriti. Boris si avvicinò a Irina, riuscendo a tamponare le sue ferite e a salvarle la vita. L'altra guardia si unì a Karamoth per aiutare a stabilizzare prima Teodor e poi Cartu, che anche lui era in condizioni critiche. Tutti i feriti vennero infine messi fuori pericolo.
Lirithion e una delle guardie di Ryania ancora rimaste a combattere riuscirono ad avere la meglio su un altro Uomo Lucertola. La sua caduta spezzò la risoluzione di quei umanoidi. I rimanenti decisero di darsi alla fuga cercando di riguadagnare la posizione sulle piattaforme. Il silenzio si abbatté, denso di fatica e sollievo. Karamoth, osservò la reazione dei nemici: "Stanno scappando? E perché cercano di salire? Che sia lì sopra il capitano invece che nel sottosuolo?". Zòran rifletteva: "non vedo un ingresso, dobbiamo provare a catturare una di queste bestiacce per interrogarla".
Il ranger e l'elfo, gli unici ancora in grado di poter sostenere un combattimento, si misero all'inseguimento dei due Uomini Lucertola. Tentarono entrambi di salire sulla prima piattaforma dell'albero, ma i loro sforzi fallirono. Le creature scagliose cercavano anch'esse di ascendere le piattaforme. Il desiderio di Zòran di catturare una delle bestie vive per interrogarla, data l'assenza di un ingresso evidente nell'albero, lo spingeva a superare ogni ostacolo.
Fu Zòran, con la sua abilità e la sua determinazione, a riuscire finalmente a scalare la prima piattaforma. Una volta su, ingaggiò in combattimento uno degli Uomini Lucertola. Con un fendente preciso della sua spada, degno di un abile guerriero, il ranger uccise la bestia. La lama dell'arma penetrò profondamente nelle viscere dell'Uomo Lucertola e la creatura in un rantolo soffocato dal suo stesso sangue si accasciò sulla piattaforma esanime.
Il destino dell'ultimo Uomo Lucertola era segnato. La creatura saltò disperatamente sulla piattaforma centrale, cercando di raggiungere quella superiore. Zòran, implacabile, lo seguì, scalando la piattaforma superiore con destrezza, sfruttando astutamente dei barili per facilitare la sua ascesa. Giunto in cima, il ranger tentò un colpo con il piatto della spada sulla testa dell'Uomo Lucertola, con l'intento di catturarlo per ottenere informazioni sulla sorte del Capitano Daru e i segreti della Grande Quercia. Tuttavia, il colpo non fu sufficiente a fargli perdere i sensi.
L'Uomo Lucertola, ferito e disperato, si rialzò e attaccò Zòran, cercando di spingerlo giù dalla piattaforma. Ne seguì una breve ma violenta colluttazione, un drammatico scontro tra i rami dell'albero. Alla fine, l'Uomo Lucertola riuscì a spingere il ranger giù dalla piattaforma, facendogli fare un volo di circa sei metri. Il ranger precipitò rovinosamente sopra la barriera di rovi, il cui abbraccio spinoso aggiunse nuove ferite alla sua caduta.
Un osservatore più vicino avrebbe potuto notare un'espressione di soddisfazione dipingersi sul volto dell'Uomo Lucertola. Che però durò poco. Tryx che aveva assistito da sotto l'albero alla caduta del suo compagno senza esitazione, incoccò una freccia e, con una mira infallibile degna di un cacciatore esperto, la scagliò. La freccia colpì l'Uomo Lucertola in piena fronte, uccidendolo all'istante.
Un silenzio profondo e quasi sacrale scese finalmente nell'area attorno alla Grande Quercia, rotto solo dai lamenti e dai respiri affannosi degli avventurieri feriti. La battaglia era terminata, e la resistenza degli Uomini Lucertola era stata piegata. Lirithion salì sulla piattaforma inferiore, esaminando ciò che era rimasto dell'insediamento dei rettiloidi. Trovò un secchio vuoto, una stuoia di canne palustri che fungeva da letto, una botte d'acqua e un piccolo barile contenente pezzi di carne secca. Karamoth iniziò a perquisire i cadaveri degli Uomini Lucertola, mentre Tryx si avvicinava ai compagni e Zoran emergeva, malconcio, dalla barriera di rovi. "questi non hanno nulla addosso. niente che ci dia una traccia da seguire", constatò Karamoth, la speranza di trovare indizi sul Capitano Daru affievolita. La Grande Quercia, seppur liberata, rimaneva un enigma, e l'epica avventura degli eroi di Ryania era lungi dall'essere conclusa.
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