9 – Ritorno a Ryania

GIORNO 15 KLARMONT

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Il viaggio fu lento, rallentato dal peso dei feriti trasportati sulle barelle di fortuna, ma dopo un'ora e mezza, giunsero in vista del luogo dove si trovava la diga, ora distrutta e portata via dall'acqua. Però la foresta circostante era ormai compromessa, divenuta acquitrinosa; nonostante il loro intervento forse gli Uomini Lucertola erano riusciti nel loro intento. Proseguirono lungo il corso del fiume Tuman e, dopo pranzo, finalmente, raggiunsero il Guado di Rodov e il Grande Salice, che ora si ergeva nuovamente rigoglioso. Lì li attendevano Rillafer e le guardie di Ryania lasciate indietro.
"Siamo arrivati, finalmente, ora possiamo riposare...” annunciò con sollievo Zòran, “Mentre le guardie ed il capitano si riprendono, noi parliamo con la driade per avere aggiornamenti su ciò che è successo nei giorni scorsi da quando abbiamo abbattuto la diga." disse rivolgendosi ai compagni.
Cartu e Boris adagiarono il corpo del Capitano all'ombra del Grande Salice, sotto lo sguardo silenzioso della driade che si chinò sulla giovane accarezzandole la fronte.

Ritorno al Guado

Karamoth le si avvicinò. "Rillafer, siamo stati alla grande quercia. Era l'albero di tua sorella? Lì sotto abbiamo trovato delle stanze..." E continuò a narrare quanto avevano scoperto: le lucertole, gli zombie, l'altare, il murale.
"Sì, era l'albero di mia sorella Rillerel ” rispose con un'ombra di tristezza la driade “ E so che lì sotto si trovano delle antiche tombe; presidiate da tanto tempo... Evidentemente gli Uomini Lucertola le hanno scoperte e si sono addentrati al loro interno.".
"E hanno svegliato qualcosa che doveva restare sopito." intervenne Zòran con un'espressione grave.
“Spero non abbiano risvegliato nulla... Quelle sale appartengono a chi è stato dimenticato... e così deve tornare ad essere." replicò in fine Rillafer.
Cartu si avvicinò agli avventurieri interrompendo la conversazione con la driade. "Cosa facciamo? Io proporrei di partire domani all'alba e riportare il Capitano al villaggio... ha bisogno di cure e riposo..."
"Sono d'accordo con te, Cartu, chi più o chi meno, tutti noi abbiamo bisogno di cure, un buon riposo e di un pasto decente." gli rispose Lirithion.
Karamoth annuì all'elfo. "Penso anche io che sia il caso di tornare al più presto a Ryania.” Poi voltandosi nuovamente verso la driade, “Rillafer, lì sotto la Grande Quercia però c'erano degli zombie, e perché i lucertoloidi siano venuti qui a cercare di stabilirsi ci è ancora ignoto. Quindi penso che torneremo al più presto per indagare. Con il tuo permesso ci accamperemmo qui ancora una notte e poi domattina ripartiremo."
"Certo, mio caro,” rispose la driade con un sorriso etereo “penserò io a vegliare sul vostro riposo."
Il pomeriggio trascorse tranquillo, cullato dal placido rumore del Tuman tornato a scorrere. La notte, però, portò con sé un fenomeno insolito: la luna si tinse di un inquietante colore cremisi, e una fitta nebbia rosata si alzò ed avvolse l'intero guado. Nessun animale notturno ruppe il silenzio e nessuno venne a disturbare il riposo degli uomini di Ryania sotto le fronde rigogliose del Grande Salice.

La Notte della Luna Cremisi

GIORNO 16 KLARMONT

L'alba giunse mentre il guado era ancora avvolto e nascosto dalla fitta nebbia. Gli avventurieri avevano recuperato parte delle loro forze. Karamoth preparò delle bacche benefiche, infondendovi la sua magia druidica, pronte a donare conforto ai compagni.
Mentre la compagnia iniziava i preparativi per mettersi in viaggio, Lirithion chiese agli altri. "Pure voi durante il vostro turno di guardia, a parte il rumore del fiume, non avete udito neanche un grillo cantare... niente di niente?". I compagni confermarono tutti la medesima esperienza.
"Era una strana nebbia,” aggiunse Karamoth “ ma penso che sia un fenomeno che può verificarsi in certi cicli lunari.". "Sì, è un fenomeno naturale quello della luna rossa, comune in questo periodo,” intervenne Zòran, con la sua esperienza di ranger, “ ma potrebbe avere anche implicazioni esoteriche..."
Teodor, dopo un'intensa riflessione, si aggiunse alla conversazione. "Ed in effetti le ha, Zòran. Or ora mi sovviene, dopo tanto ragionare su essa, che la luna rubiconda della notte passata non era affatto una luna normale. Nel mese di Klarmont, può sorgere la luna cremisi, che rende la magia arcana più duttile e malleabile alle mani di chi ne conosce la segreta arte. E fenomeni curiosi come la bruma purpurea che ci circonda possono accadere in luoghi remoti, particolari o legati in qualche misterioso modo alle bizzarrie della magia arcana. Non mi sembra di percepire nessuna minaccia o caratteristica particolare, qui ed ora, tuttavia c'è anche da segnalare un aspetto della luna cremisi che nelle particolari circostanze in cui ci troviamo, potrebbe assumere significati inquietanti. In queste notti particolari, anche il confine fra i Piani è più sottile ed il passaggio da un Piano all'altro è facilitato... Forse le creature immonde che dimoravano fra le radici dello sfortunato albero stavano attendendo questa notte per compiere un blasfemo rituale; il capitano Daru poteva essere stata selezionata, risparmiata e preparata per essere offerta in sacrificio al culmine dell'osceno rituale, al fine di evocare qualche terribile entità. Le mie sono solo ipotesi, forse suggestionato da tutte le cose che ho visto, compresa un'orribile morte imminente, negli ultimi giorni. Tuttavia molteplici sono gli abomini che dimorano al di là del tempo e dello spazio, su piani remoti."
Lirithion fu percorso da un brivido. "E chi lo dice che il rituale non sia stato compiuto e il capitano tra qualche giorno comincia a mutare trasformandosi in qualche creatura orrenda e in città fa una strage per colpa nostra che l'abbiamo portata lì?" disse gettando un'occhiata al corpo della giovane donna ancora adagiata ai piedi del Grande Salice.
"Beh, la notte della luna cremisi è quella appena passata, forse abbiamo liberato il capitano da una fine orrenda e la Foresta Dymrak da un terribile flagello appena in tempo." rassicurò Teodor.
Il druido, con la sua pragmatica saggezza, ricondusse i compagni a questioni più pratiche. "Quindi ora che si fa? Aspettiamo che si alzi la nebbia prima di rimetterci in viaggio?"
"Sinceramente, penso sia meglio attendere...” gli rispose Zòran prudente, “ Un po' di riposo in più non farà male a nessuno e non me la sento di andarmene in giro per la foresta con questa nebbia, dopo le parole rassicuranti del nostro beneamato e ciarliero chierico."
Attèsero così che la nebbia iniziasse leggermente a diradarsi e poi si accinsero a partire.
"Miei cari, portate Mircea al vostro villaggio e abbiate cura di lei." disse Rillafer con voce forte e chiara. Poi, volgendosi a Karamoth, aggiunse: "Ritornate per sigillare quella tomba. Non è bene che rimanga aperta... per nessuno che voglia vivere pacificamente in questa foresta."
"Sta certa che torneremo il prima possibile." le rispose il druido. Poi, preoccupato per Mircea, richiamò un'altra volta le energie della natura per curarle alcune altre ferite, ma lei rimase comunque molto debole. "Grazie..." sussurrò la donna con il volto stanco e sofferente, "va un poco meglio."
La compagnia si mise così in movimento; due guardie di Ryania, a turno, portarono il Capitano sulla barella. A metà mattina la nebbia si diradò completamente, e il loro cammino proseguì sul sentiero indisturbato. Era ormai sera quando raggiunsero Ryania. Le porte del villaggio fortificato si aprirono, e la notizia del loro ritorno si sparse come fuoco.

                                        Ritorno a Ryania

Sir Roderick li attendeva fuori dalla Casa della Guardia Forestale con un ampio sorriso sul volto segnato dalla stanchezza di notti insonni. "Ben tornati, ragazzi!" Fece cenno alle guardie, che erano state salvate, di entrare a riposare, e al Capitano Daru di essere seguita dalle guaritrici del villaggio. Poi, si rivolse agli avventurieri. "Ben fatto! Non vi vedevamo tornare e iniziavo a temere anche per la vostra vita... Se non avete nulla di urgente da riferire andate a riposare. Domani mi racconterete la vostra storia."
"Sì, siamo tutti esausti,” rispose Karamoth, “ Le spiegazioni possono aspettare fino a domani. Ma per ogni evenienza, penso sia opportuno che le guardie si tengano in allerta: abbiamo incontrato diverse creature che ci hanno messo a dura prova e non vorrei che ce ne siano ancora in giro; sono dei grossi uomini lucertola."
"Concordo con Karamoth,” intervenne Zòran, “ è meglio rafforzare la sorveglianza, anche se non credo che quelle lucertole vengano a infastidirci stanotte... Domani con calma le faremo un resoconto dettagliato affinché possa valutare il da farsi."
Sir Roderick annuì. Diede loro una forte pacca sulle spalle e si allontanò, dando disposizione di raddoppiare la presenza delle guardie alle porte del villaggio. Gli avventurieri si ritirarono alle loro case, finalmente in un letto confortevole dopo giorni di stenti.

GIORNO 17 KLARMONT

Il giorno seguente si presentò come una calma e serena giornata di mezza estate. Dopo aver riposato comodamente nei loro letti dopo tanti giorni passati nella foresta, gli avventurieri si incontrarono per le vie di Ryania. Eccetto Trix, che decise di recarsi prima all'emporio di Doriel per fare acquisti di nuovo equipaggiamento, la compagnia si diresse verso la Casa della Guardia Forestale per raccontare a Sir Roderick gli accadimenti dei giorni precedenti.
Sir Roderick li accolse nel suo studio al secondo piano dell'edificio. "Qui possiamo parlare con più tranquillità," disse, indicando delle sedie dove i quattro compagni poterono accomodarsi. "Grazie ancora per aver riportato a casa i nostri uomini; raccontatemi come è andata..."
Fu Lirithion ad iniziare il loro racconto. "La faccenda sembra più seria del previsto, mio Lord, e non c'entrano nulla i goblin." Poi si corresse. "Mi scusi, sono stato preso dalla fretta, prima mi dica come stanno il capitano e le guardie."
Zòran, con la sua usuale schiettezza, intervenne. "Sir Roderick, lo perdoni, gli eventi nella foresta Dymrak sono stati decisamente angoscianti e le creature che abbiamo affrontato inusuali e pericolose... Ci rassicuri sullo stato di salute del capitano e delle guardie e poi andremo dritti al sodo di tutta questa orrenda vicenda. È essenziale che comprenda la gravità della situazione e confidiamo nella sua saggezza per individuare il miglior corso d'azione da seguire. La situazione è estremamente seria, purtroppo."
"Il Capitano sta meglio,” li rassicurò il Lord della Guardia forestale, “ ma i guaritori dicono che ci vorrà tempo perché si rimetta in forma. Dopo potete passarla a visitare, se volete; le farà piacere. Ditemi di più... Raccontate tutto."
"Come dicevo,” riprese l'elfo, “ queste creature stavano costruendo una diga, ipotizziamo per rendere l'ambiente più adatto alla loro vita, ma ancora non siamo andati pienamente in fondo a questa cosa. Comunque siamo riusciti a distruggerla in gran parte, e continuando la ricerca siamo giunti al loro accampamento principale, sotto un'enorme quercia. Sotto questa quercia vi sono delle sale, probabilmente qualcosa che era già lì molto prima delle lucertole. Non abbiamo completato l'esplorazione; appena abbiamo trovato il capitano siamo tornati subito, anche perché era prigioniera in una camera molto strana, sembrava un tempio, e insieme a lei c'erano delle lucertole diventate ormai zombie, chissà per quale strano sortilegio! Spero che il capitano ci dia qualche informazione in più, perché al momento non sappiamo per quale motivo siano venute qui queste creature, non essendo un territorio con clima a loro favorevole, e non capiamo se hanno scelto quell'albero con un motivo specifico o vittime anche loro di uno scherzo del destino e caduti vittima di qualche magia occulta.".

Il Rapporto

"La diga che hanno costruito le lucertole è sicuramente un problema,” aggiunse Zòran, “anche se l'abbiamo distrutta, i danni su quella parte della foresta sono ancora lì e ci vorrà molto tempo prima che il terreno torni solido... Allo stato attuale è ancora un grande acquitrino... Ma quella devastazione e gli uomini lucertola sono poca cosa rispetto al male che abbiamo incontrato sotto il loro albero... Quel male, secondo me, e non le lucertole, ha ucciso la driade che abitava la grande quercia ed è di quello che dovremmo preoccuparci. Come ha accennato Lirithion, non ci siamo addentrati nei tunnel sotto la quercia e abbiamo visto solo le prime stanze. Nel primo ambiente c'erano due mostruose bestie a quattro zampe, lucertole non intelligenti, legate a due picchetti come cani da guardia. Attaccata a quella stanza ve ne era una seconda dove c'erano degli uomini lucertola non morti e l'ambiente sembrava predisposto per qualche rito demoniaco... Il buon Teodor ha più esperienza di me con queste cose di sicuro, per cui lascerò a lui illustrare quel che era nella stanza... Mi preme sottolineare che un altro corridoio partiva dalla stanza delle bestie e conduceva nelle profondità del sottosuolo, ma viste le nostre condizioni e soprattutto quelle del capitano, non ci siamo azzardati a scendere..."
Sir Roderick annuì con tono di approvazione. "Avete fatto bene a non proseguire e ad esservi concentrati nel riportare a casa il Capitano e le guardie. Quindi questo complesso sotterraneo si trova sotto una grande quercia, che era abitata da una driade, adesso morta... E gli Uomini Lucertola? Sono morti tutti? O ne sono rimasti? Qualcuno è fuggito?"
"Dovremmo averli uccisi tutti,” rispose il ranger “almeno per quanto siamo riusciti a capire dalle tracce, anche se erano confuse e sovrapposte... Forse mantenevano dei contatti con la loro tribù, ma non abbiamo potuto approfondire oltre, vista la situazione."
"Abbiamo trovato anche degli oggetti in una cassa in cima alla quercia,” intervenne Lirithion “ non credo appartenessero alle lucertole, c'era anche questo simbolo sacro." L'elfo estrasse gli oggetti, mostrandoli: il porta pergamene vuoto e il sacchetto di scaglie blu con i ciottoli, ed indicò il simbolo sacro di Hàlav che Teodor portava al collo. "Ha già parlato con il capitano? è lucida ed ha memoria della prigionia? Pensa potremmo farle delle domande? ".
"In oltre, la driade Rillafer ci ha chiesto di provvedere a far sì che 'la tomba' sotto la quercia venga sigillata!" aggiunse in fine Karamoth.
Sir Roderick si sporse sulla sedia interessato alle notizie che gli avventurieri gli stavano riportando. "Ho parlato con il Capitano... ma è ancora debole...” iniziò rispondendo, “ e il suo racconto un po' frammentato... E chi sarebbe quest'altra driade di nome Rillafer? E che ruolo ha in questa storia? Quindi, questo complesso sotterraneo è una tomba? E di chi? Siate più chiari..."
"Non siamo certi sia una tomba,” spiegò Lirithion, “ma potrebbe esserlo, avendo ritrovato una sala adibita a tempio, o comunque usata per qualche rituale religioso; c'erano anche degli strani affreschi che non abbiamo saputo decifrare. Rillafer e la sorella sono due driadi che dimorano in due grandi alberi nella foresta. Rillafer appunto vive in un grande salice al Guado di Rodov, mentre la sorella viveva nella grande quercia dove abbiamo trovato il capitano. Prima abbiamo incontrato Rillafer ed era in fin di vita perché la diga aveva asciugato il corso d'acqua che passa vicino al suo albero, toglièndogli il suo elemento naturale di vita. L'abbiamo salvata distruggendo quella diga, facendo scorrere nuovamente l'acqua. Non abbiamo fatto in tempo per la sorella, non so quale fine le sia toccata, ma qualunque cosa ci sia lì sotto crediamo vada estirpata."
"Che sia una tomba, lo ha affermato Rillafer in persona. Forse ella stessa potrà darci più informazioni." concluse Karamoth.
"È tutto molto strano e confuso...” disse Sir Roderick guardando pensieroso gli avventurieri, “Cosa c'entrano i goblin che ci hanno attaccato con questi Uomini Lucertola? Ammesso che gli Uomini Lucertola stessero cercando di modificare l'ambiente a proprio vantaggio, cosa li ha spinti a farlo? E quella tomba, o qualsiasi cosa sia, è sicuramente un luogo inquietante... e sarebbe meglio assicurarsi che non crei ulteriori problemi... Ve la sentite di ritornare lì e sincerarvi che non ci sia altro che possa nuocere alla nostra comunità?"
"Dobbiamo innanzitutto recuperare appieno le forze e procurarci l'attrezzatura necessaria...” rispose Zòran, “E forse qualche rinforzo potrebbe essere utile, anche se comprendo che al momento le guardie di Ryania siano in difficoltà, con il capitano e gli altri feriti... In più credo che nessuno possa essere obbligato a scendere lì sotto, per cui nel caso dovrebbero comunque essere volontari. Voi cosa ne pensate, ragazzi? Io non riuscirò a dormire sonni tranquilli finché quel posto maledetto non sarà chiuso e sigillato."
"Non saprei dei goblin...” rifletté pensoso ad alta voce Karamoth, “Forse la loro strada si è incrociata con quella dei lucertoloidi e nel tentativo di fuga si sono trovati Ryania sulla loro strada... Comunque sì, dobbiamo assolutamente mettere in sicurezza la zona e per farlo dobbiamo capire cosa ci sia in quella tomba e chiuderla definitivamente."
"Credo l'ipotesi più probabile sia che i goblin erano una semplice scorreria,” intervenne Lirithion, “ e sono finiti sulla strada delle lucertole; stessa fine che è toccata alle nostre guardie e al capitano. Non abbiamo visto altri segni di presenza goblin, quindi al momento non possiamo collegarli con i lucertoloidi, solo indagando meglio potremmo chiarire la situazione, e possiamo solo proseguire da dove abbiamo lasciato; ripulire quel posto. Tra l'altro non abbiamo la minima idea del perché queste bestie si siano spinte così lontano dal loro usuale ambiente naturale, arrivando persino a modificare le condizioni climatiche di dove si stanno insediando, facendo credere che la loro permanenza lì, sarebbe dovuta essere lunga."
Sir Roderick, alzandosi dalla sedia si diresse ad un armadio nella stanza da dove tirò fuori un sacco tintinnante di monete che poi porse agli avventurieri. "I nostri guaritori faranno tutto il possibile per curarvi e farvi recuperare energie quanto prima. Intanto, ecco qui... il compenso che vi avevo promesso per riportare a casa il Capitano Daru e le nostre guardie; venti Reali d'oro ciascuno." Fece una breve pausa mentre il gruppo prendeva il sacco. "Nella camerata di sotto potete trovare il Capitano Daru; le farà sicuramente piacere vedervi... Come ben immaginate non abbiamo molti uomini a disposizione... considerato pure quelli che purtroppo non sono riusciti a tornare... Quindi possiamo solo contare sulla vostra disponibilità. Mi auguro che vi rimettiate presto in sesto e possiate andare a terminare ciò che avete iniziato...."
"Ha delle ottime guardie,” lodò con fervore Lirithion, “siamo in buone mani, sono stati esemplari e coraggiosi tutti, ma dobbiamo il nostro ritorno soprattutto al prode Cartu, è stato decisivo più volte in questo viaggio."
"Condivido, ci serve Cartu almeno come porta fortuna." aggiunse Zòran con una vena di ironia.
I compagni si congedarono dal Lord della Guardia Forestale e scesero nella camerata dove Trix li raggiunse con un mazzo di fiori. Due anziane signore vegliavano sulla Capitana Daru, ora pulita e medicata, il suo volto sereno e rilassato. I lineamenti e i tratti del viso richiamavano quelli elfici. "Grazie per avermi riportato a casa..." sussurrò.
"Capitano Daru, le guaritrici mi dicono che con riposo e cure si rimetterà in forma,” disse Karamoth con voce gentile, “Pertanto non intendiamo affaticarla. Ma ci siamo presi l'impegno di andare a sigillare quella tomba. Solamente le chiederei se ha qualcosa da dirci in vista di questa nostra missione."
"Sappiamo che siete partita con le guardie per inseguire dei goblin,” aggiunse Zòran, “ e che vi abbiamo ritrovata prigioniera in quella stanza inquietante... se potesse raccontarci quanto ricorda, ci sarebbe di grande aiuto. So che ricordare ciò che ha passato può essere doloroso, ma raccontarci la storia potrebbe aiutarci a chiudere quel posto maledetto e allontanare da Ryania un pericolo imminente e sconosciuto..."
Trix, con un sorriso galante, porse i fiori. "Li scusi se vanno subito al sodo, intanto ho portato un bel mazzo di fiori a nome di tutto il gruppo di buona guarigione. Con la promessa, che appena si sente in grado, di raccontarci quello che le è capitato sotto quella quercia, ok?"

                                          Visita a Mircea

Mircea sorrise al giovane guerriero e accolse i fiori. "Grazie di cuore..." Poi con voce flebile ma determinata aggiunse, "Trovate ed uccidete lo sciamano... il suo nome è Shutyghirt... E sigillate quella tomba..."
"Uno sciamano? Della loro razza lucertoloide?" disse Karamoth sbigottito.
Mircea annuì. "Stava esplorando quel posto mentre ero lì sotto..."
"Mi dispiace importunarti ancora con ulteriori domande,” disse Teodor con voce calma vedendola affaticata, “ma sei riuscita a comprendere per quale motivo lo sciamano ti ha rapita? Hai una qualche idea? Perché ti ha sottoposto a questo crudele trattamento? Cosa voleva ottenere?"
"Non saprei...” rispose Mircea, “Forse perché ero il capo delle guardie e per giunta donna... da immolare in un oscuro rituale la notte di luna piena..." Un leggero brivido attraversò il suo corpo.
Il chierico di Hàlav fissò meditabondo la giovane donna, "Capisco," mormorò. Poi la incalzò nuovamente: "Ritieni che stesse attendendo qualcosa o qualcuno, un momento particolare? E pensi che i goblin abbiano avuto un ruolo in questa storia, ovvero erano in combutta con lo strano sciamano sbucato dal nulla, magari sono stati un'esca?"
Mircea era evidentemente ormai esausta. "Non lo so... La sensazione è che anche gli uomini lucertola avessero scoperto da poco quel sotterraneo e lo stessero esplorando... E non so se c'è un collegamento con la luna piena dell'altra notte. I goblin credo siano stati solo delle esche inconsapevoli."
Karamoth, preoccupato per la salute della Capitana, richiamò nuovamente i poteri della natura per curarle qualche altra ferita, ma lei rimase ugualmente molto debilitata. "Daru, non voglio gravare ulteriormente sulla tua situazione, anzi, posso provare ad alleviare un po' la tua sofferenza, ma per il resto ti occorre del riposo." disse in fine il druido cercando di porre fine alle domande dei compagni.
Mircea sorrise stanca ma grata. "Grazie amico della natura."
Trix però intervenne ancora con la sua usuale galanteria. "Io avevo ancora una domanda da farti... appena si sarà rimessa le piacerebbe una cena con me e magari anche un ballo?"
Mircea rispose sorridendo. "Con piacere." Poi, con una nota di serietà e prima che questi si allontanassero, aggiunse: "Una cosa dovete fare per me... recuperate la mia spada... è molto importante... mi è molto cara."
"Non temere, Mircea, se torneremo vivi da questa avventura, lo faremo con la tua spada." rispose Zòran accettando il compito con una risata.
"Ha qualche segno particolare per distinguerla dalle comuni spade?" chiese Trix.
"La spada ha inciso lungo la lama una fiamma... appartiene alla mia famiglia," rispose la giovane donna.
"Dai ragazzi, alcune cose le abbiamo sentite, io direi di andare che dobbiamo comprare un po' di attrezzatura e poi via." concluse Lirithion mettendo fine al colloquio con il Capitano Daru.
Mentre gli avventurieri si allontanavano dalla camerata, un'anziana signora si avvicinò loro. "Scusate ragazzi... prima che ve ne andiate... ma non è solo Mircea a stare male... Nella notte Irina si è aggravata... è molto debilitata anche lei... Mi sembrava giusto dìrvelo..."
Trix, questa volta preoccupato e meno baldanzoso del solito, alla comunicazione dell'anziana guaritrice si volse verso i compagni. "Io invece partirei il prima possibile, non vorrei fosse una cosa infetta o una maledizione e prima o poi ci prenderà a tutti? Dobbiamo affrettarci."
"Sì, ma non possiamo trascurare lo stato di Irina,” ribattè Zòran, “Teodor, per favore puoi vedere come sta e intercedere per lei con le tue preghiere?"
Il chierico di Hàlav, con un'espressione grave, annuì. "Se anche fosse il principio di un'epidemia abbiamo il dovere di investigare il prima possibile per tentare di prendere provvedimenti prima che la situazione degeneri. Trix, pazienta ancora un poco, non possiamo trascurare chi ha combattuto e versato il suo sangue nelle nostre stesse battaglie. Karamoth, vienici anche tu, il tuo giudizio potrebbe essermi di conforto." Poi, rivolto all'anziana la invitò a guidarli dall'inferma.
La guaritrice li condusse al letto di Irina, dove la trovarono addormentata, palesemente in cattive condizioni di salute. Karamoth e Teodor esaminarono attentamente la donna ed in fine il druido, con voce grave, espresse il suo parere. "Irina ha bisogno di un potere ricostituente che al momento non abbiamo. Solo un lungo riposo può aiutarla, o un guaritore più esperto. Mie care donne,” disse poi rivolgendosi alle guaritrici che l'avevano in cura, “ tenètela sotto stretta osservazione. Una qualche malattia la tiene relegata in questo stato. Dobbiamo cercare una cura e forse la troveremo lì dove l'ha contratta. Ora lasciamola riposare."
In disparte, assieme ai compagni, riuscirono a tornare a colloquio con Sir Roderick. "Non vorrei allarmare la cittadina e rischiare di creare il caos,” iniziò dicendo Karamoth, “Ma non posso esserne certo: non vorrei che Irina abbia contratto qualcosa che possa renderla uno zombie. Forse va isolata e tenuta sotto controllo. Noi altri dobbiamo sbrigarci a trovare risposte se vogliamo salvare lei e l'intera Ryania!!"
Il Lord della Guardia Forestale ascoltò con un'espressione indecifrabile sul volto. Poi dopo una pausa più lunga di quella che sarebbe potuta essere: "Allora sistemeremo Irina da sola in una camera, e se realmente dovesse essere come sospettate... vi sollecito a fare presto!"
"Completiamo i preparativi per la partenza e ci muoviamo domani mattina all'alba” disse Zòran con decisione, “ Prima tappa: l'albero di Rillafer per vedere come sta la driade e acquisire altre informazioni prima di dirìgerci alla Grande Quercia. Lirithion, potresti provare a raccogliere informazioni dagli elfi, loro vivono a lungo e potrebbero avere qualche informazione utile su quella tomba. Qualsiasi cosa potrebbe esserci di aiuto in questa missione. Io, per parte mia, andrò dall'armaiolo. Sir Roderick, so che non potete darci supporto, ma spero che almeno potrete retribuire giustamente i nostri sforzi," disse con un mezzo sorriso.
"Vedremo cosa si può fare," rispose senza troppa convinzione Sir Roderick a quella richiesta.
"Va bene, andiamo a procurarci il necessario,” disse Teodor, “Dopo aver visitato la chiesa di Traladara andrò a prendere delle provviste, cetrioli, carote e quei caci che avevo adocchiato dalla signora che aveva le capre nel recinto dietro casa. Ma prima mi permetta, Sir Roderick, se ci concedeste Cartu, avreste comunque un uomo di fiducia ad accompagnarci, un occhio dell'autorità cittadina sulle operazioni che vengono condotte nel contado. Noi avremo un pubblico ufficiale che ci conferirebbe l'autorevolezza di operare con la legge dalla nostra parte e la missione nel suo complesso gioverebbe di un valido supporto, quel miliziano è ardimentoso, leale ed abile con la lancia. Capisco che ogni uomo è utile per difendere Ryania in questi momenti difficili, soprattutto dopo i recenti eventi che hanno colpito i ranghi della guardia cittadina, tuttavia non è forse di protezione della cittadina che ci stiamo occupando? Riuscire a debellare un culto blasfemo, praticato da uomini bestia e legato alla creazione di non morti a pochi chilometri dalla città... Ci pensi!"
Il Lord della Guardia Forestale, dopo un momento di silenzio, accettò. "Abbiamo parecchi uomini feriti... Ma quanto hai proposto giovane sacerdote è logico e probabilmente anche doveroso da parte mia concederlo... Cartu verrà con voi."
"Grazie Messer Roderick, spero che anche il prode Cartu sia d'accordo." rispose Teodor con un evidente sollievo.
Gli avventurieri in fine si congedarono e uscirono dalla Casa della Guardia Forestale; era metà mattina e avevano tempo per prepararsi. Si separarono, ognuno intento nelle proprie faccende. Zòran si diresse dall'armaiolo per acquistare delle frecce per il suo arco e per vedere se ci fosse qualcosa che sarebbe potuto tornare utile. Il ranger si accordò con Trix per un passaggio alla locanda dopo gli acquisti. "Una birra prima di ripartire ci sta... E per te un bel succo d'uva non fermentata," disse Zòran al giovane guerriero, ridendo.
Trix rispose sorridendo a sua volta. "No, dici bene, sono astemio."
"Ti prendo in giro, non te la prendere...” continuò Zòran, “ Sei stato in gamba, se vuoi una birra, pago io! Te la sei meritata."
"Preferisco far bere le donne, così sono più facili da portare a letto." replicò Trix, con un guizzo di malizia.
Zòran lo ammonì scherzosamente, "Basta che non ci provi con la cameriera..."
"Tranquillo sono concentrato sul capitano, ma l'hai vista?" disse in fine Trix con un sorriso sornione.
Karamoth, dopo essersi attardato ancora in chiacchiere con Teodor, si diresse alla locanda anche lui, certo di trovarci qualcuno dei compagni. La nuova spedizione era alle porte, e l'ombra misteriosa della tomba sotto la Grande Quercia attendeva silente per dare le sue risposte.

Posted on 5 Ottobre 2025 in Articoli,Avventura 1,Avventurieri,la compagnia del tranello by Marbon

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