Druidismo
estratto ed adattato dal Codex Immortalis di M. Dalmonte
Il druidismo è una filosofia religiosa che esiste dall'alba dei tempi che non riconosce alcuna divinità superiore, ma identifica nell’anima eterna della Natura l’unica forza da venerare. Il principio cardine del druidismo è mantenere l’equilibrio naturale e universale attraverso il rispetto dell’ecosistema, della flora e della fauna di ogni tipo di habitat. Compito dei seguaci del druidismo è quindi rinnegare le comodità delle civiltà più avanzate e preservare la vita vegetale e animale, curare l’habitat in cui vivono e contrastare qualsiasi tipo di contaminazione o minaccia che rischi di alterare l’equilibrio dell’ecosistema. In particolare, il druidismo si oppone in modo completo a tutto ciò che è considerato innaturale, ovvero al progresso, alla tecnologia e soprattutto alle creature costruite o animate magicamente, prima fra tutte la razza dei non—morti, che costituisce un insulto e una sfida al ciclo naturale di nascita e morte che governa il creato.
I druidi (i sacerdoti del druidismo) sono quindi individui equilibrati, spesso votati ad una vita semplice ed eremitica, da molti considerata addirittura proibitiva. Essi si trovano più a proprio agio in mezzo alle creature animali e alle piante, nonché insieme alle razze più legate alla natura (come quelle silvane), mentre riducono al minimo indispensabile il contatto con gli abitanti di insediamenti civilizzati. I druidi cercano di essere sempre in comunione con l’universo, e in particolare ritengono che la natura sia la forma più perfetta di esistenza, e che dunque sia un dovere degli uomini convivere coi doni che essa concede ai mortali, prendendo quanto basta per sopravvivere, senza mettere in pericolo la vita degli animali o rovinare un ecosistema. Per questo essi indossano costantemente abiti di fattura semplice, utilizzano solo armi e oggetti realizzati con materiali naturali.
Per la cultura druidica è molto importante la tradizione orale, ed essi raramente fanno uso di scritti (benché non siano illetterati), preferendo affidarsi alla memoria e alla parola per tramandare i propri segreti (ed evitare che altri li scoprano). Anche per questo usano un linguaggio molto particolare: il Druidico, la lingua segreta dei druidi, un idioma coniato dai primi druidi che si basa su espressioni molto semplici (in linea con la loro cultura) per veicolare qualsiasi tipo di concetto. L’uso di simboli e della scrittura è limitato solo alla creazione e santificazione di luoghi od oggetti particolari (come le pietre erette dei circoli druidici o i loro oggetti sacri), poiché nelle rune druidiche scorre il potere millenario della natura ed essi sono restii a farne uso se non vi sono ragioni più che valide.
Per la maggior parte i druidi rendono omaggio alla forza disincarnata della Natura, e ricevono i loro poteri divini dal pianeta su cui vivono oppure dalla stessa dea immortale Djaea, che si è da sempre attribuita il ruolo di Madre Natura. In alcuni casi invece, i druidi considerano determinati immortali come l’incarnazione più pura della loro filosofia e rendono dunque omaggio a loro, ricevendo i poteri (druidici e non clericali, per propria scelta) da questi ultimi. Gli immortali dedicati a particolari aspetti della natura che patrocinano ordini druidici sono i seguenti (tutti di allineamento Neutrale): Ordana (Madre Foresta), Protius, Calitha, Zirchev, Chirone e Mahmatti.

Ordini Druidici
Ogni druido è specializzato nella conoscenza e nella cura di un certo tipo di habitat naturale, ed è proprio in base ai differenti ecosistemi esistenti che i druidi si differenziano tra loro. Esiste quindi un druido per ogni tipo di habitat: artico, deserto, foresta, mare (e corsi d’acqua), montagna, pianura, palude e sottosuolo. Inoltre, ogni druido fa parte di un gruppo di druidi che controlla una certa regione, e sono proprio questi circoli che raggruppano i personaggi con diversa estrazione e permettono loro di scambiarsi idee e conoscenze e di agire in comune per la cura e la protezione dell’ecosistema regionale più ampio.
Esistono sostanzialmente due tipi di gruppi a cui appartiene ciascun druido: un circolo druidico e un ordine druidico.
Il circolo druidico è formato da tutti quei druidi di uno stesso habitat che collaborano per difendere e proteggere un ecosistema limitato (come una foresta, un deserto, una catena montuosa, ecc.), ed è capeggiato da un Arcidruido (un druido di 8° livello o superiore), che sorveglia e guida le azioni dei druidi appartenenti al circolo, presiede alle cerimonie rituali più importanti (durante solstizi ed equinozi), e convoca il Concilio Druidico annuale per riunire i membri del circolo (e pochi altri fidati invitati, come creature silvane, ranger e amici del circolo), scambiarsi informazioni, dirimere questioni, premiare o punire, festeggiare i nuovi membri e rinnovare i voti di fratellanza e obbedienza. Un circolo può avere un solo Arcidruido, e dunque qualsiasi druido che superi il 7° livello è costretto ad andarsene dal circolo e a fondarne uno nuovo, prendendo nuovi accoliti e istruendoli, oppure rimanendo un druido errante a tempo indeterminato, dovendo rispondere del suo operato solamente ai druidi Gerofanti e al Grandruido dell’ordine (vedi sotto). Questo è chiaramente un espediente per espandere il potere dei druidi in tutte le regioni, e per far conoscere a nuove persone la filosofia della natura e dell’equilibrio portata avanti da questi personaggi.
L’ordine druidico invece è un insieme molto più vasto, che comprende in sé diversi circoli druidici che operano all’interno di una vasta area mondiale (solitamente non più grande di un continente), sulla quale l’ordine veglia. L’ordine è costituito dai cosiddetti druidi Gerofanti (personaggi che hanno raggiunto almeno il 17° livello), a cui tutti i druidi di livello inferiore devono obbedienza, ed è presieduto dal Grandruido, un individuo estremamente saggio e potente (l’unico che in quell’area geografica abbia raggiunto il 25° livello – 20° livello da druido + 5 livelli da Druido Epico), che svolge un compito simile a quello degli arcidruidi, ma su scala più estesa. Egli è coadiuvato da nove Emissari (druidi di livello compreso tra il 10° e il 16° livello), che agiscono come suoi occhi, orecchie e mani, e ha sempre l’ultima parola su qualsiasi decisione dell’ordine o dei circoli inferiori (anche se raramente mette bocca nelle questioni dei circoli druidici, a meno che non si tratti di faccende di importanza interregionale), compreso decidere di mettere al bando un druido che non si sia comportato secondo le regole.
Qualsiasi druido raggiunga il 25° livello deve sfidare il Grandruido per poter avanzare e ricoprire quel ruolo: la sfida viene condotta in presenza di due Gerofanti testimoni, in un luogo e in un momento concordato dai due sfidanti, con regole concordate davanti ai due testimoni prima di iniziare. Se gli sfidanti non riescono ad accordarsi, sono i due testimoni che decidono luogo e momento, e lo scontro non ha alcuna regola, tranne la proibizione di aiuti esterni: perde chi muore o chi si arrende. Il perdente (se ancora vivo) si trova retrocesso di un livello (al 24° livello) e deve ricominciare a guadagnare esperienza per ritentare la sfida; l’unica altra possibilità è di emigrare in una regione in cui non sia presente un ordine druidico e un Grandruido, e fondarne uno proprio. In qualsiasi caso, la “selezione naturale” consente ai druidi di aumentare il loro potere e la loro conoscenza, e questo è a tutto vantaggio dell’equilibrio mondiale e della prosperità della natura. Questa regola si basa sull’assunto che solo un Grandruido è necessario per ogni grande area del mondo, e quindi se non si è all’altezza della posizione non è possibile nemmeno ottenere altro potere: rispettare questo dettame significa mantenere l’equilibrio naturale mondiale (cosa che i druidi sono disposti a fare anche a costo della vita).
Sinteticamente l'Ordine Druidico è così costituito:
Guidato da un Grandruido : 25° Livello o +
aiutato da Gerofanti : 2 di 24° Livello
3 di 23° Livello
5 di 22° Livello
7 di 21° Livello
9 di 20° Livello
è composto da tutti gli Arcidruidi e i Druidi Erranti del 17° Livello o più
La società druidica di Karameikos
La società druidica è una struttura gerarchica. Allo stesso tempo però è una associazione spontanea di druidi, nata da un senso di appartenenza alla natura che si concretizza in una società che permetta loro di organizzare meglio il mantenimento dell'equilibrio nelle foreste.
Questo aspetto apparentemente contrastante permette che all’interno di essa convivano un rigoroso rispetto dei ruoli e l'indipendenza dei singoli membri. Tale indipendenza è ottenibile sono in virtù della fiducia, della quale ogni membro della società gode. Fiducia basata proprio sul comune denominatore che tieni uniti tutti i druidi, la Natura. Solitamente i giovani druidi vengono tenuti sotto osservazione da qualche membro più anziano, spesso senza che se ne rendano conto. Quando il circolo di appartenenza ritiene che il momento sia giunto, essi vengono contattati da un membro che illustra loro poco alla volta la struttura della Società. L’associazione a quel punto è una cosa spontanea da parte del druido stesso, che sarà istintivamente portato a condividere con il circolo le questioni che non riesce a gestire da solo.
La generica “società” è un’entità sovranazionale. La struttura è ramificata e copre da Thyatis al Darokin alle Cinque Contee. In alcune zone ha un peso maggiore, vista la maggiore presenza di foreste e di elfi, che sono la razza maggiormente rappresentata tra i druidi. Le zone sono di competenza di circoli druidici, via via più piccoli e con un controllo su una porzione di territorio più piccola. La loro funzione non è altro che un punto di ritrovo per i druidi della zona e di coordinamento delle attività qualora si presenti la necessità di agire in modo coordinato. Oltre a questo è ovviamente un luogo di culto, anche se i druidi considerano luogo di culto ogni centimetro della foresta che vive attorno ed “assieme” a loro.
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